PD: il mio manifesto per un nuovo partito
Domenico Di Lisa
19 Luglio 2009 22:07
Il PD è un partito nato per cambiare l'Italia secondo i principi d libertà, laicità, eguaglianza e solidarietà, per far ripartire l'ascensore sociale, ridurre progressivamente le aree dello smaccato privilegio e della disperata emarginazione, attraverso una nuova alleanza del merito e dei bisogni, aggredendo ogni forma di chiusura corporativa, abbandonando ogni tentazione in chiave meramente tattica ed ogni forma di conservatorismo che, soprattutto nel Molise e nel Mezzogiorno, trova epigoni e sostenitori anche all'interno di gruppi dirigenti del centrosinistra.
La missione del PD è quella di dare alla Politica la forza necessaria per piegare la resistenza dei difensori dello statu quo, impegnando la maggioranza del popolo nel sostegno ad un progetto di cambiamento che riconosce e tutela gli interessi delle generazioni presenti, ma li compone in un ordine che assegna priorità a quelli delle generazioni future.
Per fare questo il PD ha bisogno di un forte radicamento sociale e territoriale, di una cultura politica, di un profilo ideale e programmatico tali da poter credibilmente aspirare ad interpretare le esigenze e le speranze della maggioranza del popolo e a raccoglierne il consenso. Allo svolgimento di questa funzione ispira la propria iniziativa, le proprie posizioni politico- programmatiche, la propria organizzazione e vita democratica interna.
Le forze progressiste non potranno mai prevalere senza un partito democratico forte e punto di riferimento di un vasto schieramento riformatore.
Il disastroso risultato elettorale alle elezioni politiche, europee ed amministrative non consente ad alcuno di poter sottovalutare la portata della sconfitta e di sottrarsi alle proprie responsabilità. Responsabilità di un gruppo dirigente regionale che da anni evita di fare i conti con la realtà. Diventato tanto autoreferenziale da essere percepito come una casta ancora più odiosa ed invisa rispetto a quella del centrodestra.
E' arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, di fare una analisi impietosa, di assumere decisioni coraggiose per iniziare ad invertire il corso degli eventi, per riguadagnare credibilità, fiducia e dignità alla politica.
Quando il 14 ottobre ci furono le primarie del PD, in tanti abbiamo creduto che anche nel Molise ci potesse essere una svolta. Abbiamo creduto che quell'appuntamento potesse rivelarsi la grande occasione per stimolare chi aspira al cambiamento. Abbiamo scommesso su un soggetto politico capace di rappresentare davvero una novità e un passo avanti rispetto a quelli esistenti.
Eravamo perfettamente coscienti della necessità di un profondo rinnovamento interno e della necessità di evitare di far rivivere all’interno del Partito nuovo le vecchie logiche, della urgenza di mettere in campo un partito aperto, proiettato verso le nuove sfide, capace di proporre soluzioni e guidare il cambiamento.
La grande aspettativa di cambiamento purtroppo non si è concretizzata ma siamo convinti che non tutto è perduto e che l’appuntamento congressuale del PD può e deve diventare un nuovo inizio, l’avvio di un processo teso a creare una nuova classe dirigente in possesso di adeguati strumenti culturali, tecnici e politici, in grado di riposizionare
Il nostro obiettivo è liberare le energie migliori di questa Regione e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.
Per consolidare la originale vocazione riformatrice di questo giovane partito, per riscaldare il cuore e la mente di una nuova società regionale, rivolgiamo a queste persone, soprattutto ai giovani, l'invito ad organizzarsi, iscrivendosi al PD entro il 21 luglio e a partecipare al congresso per esserne protagonisti.
La mia personale assunzione di responsabilità è finalizzata a realizzare un cambiamento radicale ed autentico che lavori alla selezione di una nuova classe dirigente.
Pertanto mi impegno a fornire da subito un contributo costruttivo alla discussione, alla elaborazione di idee e programmi, alla organizzazione del partito, al lavoro sul territorio per radicare il partito stesso e per costruire una rete di forze giovani ( non solo in senso generazionale) vitali e creative che vogliano spendersi perché la speranza di un'Italia e di un Molise progressisti non muoia.
Cambiare si può, cambiare si deve.
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