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Giunta provinciale d'Isernia: se il potere esecutivo cessa di rispettare il potere giudiziario, l’ordinamento costituzionale è in pericolo.

Fiora Luzzatto

10 Dicembre 2009 19:12

Esprimo l’indignazione delle donne firmatarie del ricorso al TAR, (ma anche di tantissime altre elettrici ed elettori) per l’incredibile perseveranza del Presidente della Provincia Mazzuto, che disprezzando la sentenza del TAR Molise, ha ri-nominato (anzi ri-confermato) tutti gli Assessori della Giunta Provinciale azzerata perché maschile al 100%.

Il Presidente Mazzuto fa un uso contorto della lingua italiana, allorché, per nascondere la realtà dei fatti, afferma che intende adeguarsi al dispositivo del TAR. In realtà egli continua a gestire l’Ente come se l’ordinanza non fosse esistita. In tal modo, egli lancia una sfida a quell’equilibrio tra i diversi poteri della Repubblica, sui quali si fonda la nostra democrazia.
Chi non condivide i pronunciamenti di un giudice, ha il diritto di appellarsi a superiori livelli. Ma non ha il diritto di prescindere delle ordinanze. Se il potere esecutivo cessa di rispettare il potere giudiziario, l’ordinamento costituzionale è in pericolo.
C’è da chiedersi con quale fondamento giuridico-contabile la Provincia affronti le spese connesse a questa vicenda. C’è da chiedersi quali conseguenze, anche erariali, derivino dalla adozione di delibere di Giunta che in un prossimo futuro potranno essere dichiarate nulle o annullabili.
Noi ci rivolgiamo con stima e rispetto al Segretario Generale dell’Ente Dott. Stefano Bellotta che è il garante della legalità degli atti amministrativi: gli chiediamo, anche per motivi di auto-tutela dell’Ente, di esprimere parere contrario sulla legittimità delle deliberazioni che vengano adottate dalle medesime persone che facevano parte della Giunta decaduta. Noi ci rivolgeremo al Ministro dell’Interno, tramite S.E. il Prefetto di Isernia, per chiedere il ripristino della legalità nella composizione dell’organo esecutivo della Provincia.
Noi assistiamo con stupore e delusione al silenzio dalla Consigliera Regionale alle Pari Opportunità Sig.ra Giuditta Lembo, che sebbene più volte sollecitata ha preferito tenersi nell’ombra. Noi facciamo appello a tutti i 24 Consiglieri Provinciali affinché aprano un libero dibattito in Consiglio su questa vicenda. E’ inaccettabile basarsi sul fatto che le donne candidate non sono state elette, per giustificare la violazione della Costituzione e dello Statuto. E’ cruciale, in questo momento storico della Repubblica Italiana, riaffermare che essere eletti dal popolo non significa essere autorizzati a violare le norme vigenti.

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